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lunedì 12 marzo 2012

Dopo mezzanotte - Davide Ferrario - 2004

Dopo mezzanotte - Davide Ferrario

"Il cinema è un'invenzione senza futuro (Antoine Lumière, 1895)". È tutto nell'ironia che si nasconde dietro questa poco lungimirante previsione il senso del film di Davide Ferrario.
Perché Dopo Mezzanotte non è solo un graziosissimo film, ma anche e soprattutto "uno svergognato atto d'amore per il cinema in quanto tale".
Girato con pochi soldi (Ferrario si è autoprodotto), rigorosamente in digitale, una piccola troupe, tre giovani attori e un'unica location, Dopo Mezzanotte è stato sin dall'inizio una scommessa con il diffidente mondo della distribuzione. Poi il Festival di Berlino gli ha aperto le porte di molte nazioni europee (compresa l'Italia) che ne hanno chiesto i diritti, fino a farlo diventare un piccolo caso cinematografico.
Molto diverso dai precedenti "Tutti giù per terra" e "Guardami" (a Ferrario piace sperimentare, non a caso è l'unico italiano ad essere stato invitato due volte al Sundance Film Festival), questo film, narrato dalla voce inconfondibile di Silvio Orlando, è un esempio di come possa realizzarsi un'opera godibilissima con pochi mezzi. Un film principalmente sull'amore, inteso in senso lato: non solo quello che coinvolge Martino, Amanda e Angelo, ma soprattutto quello che è il "bisogno di appartenere a qualcuno o a qualcosa", anche un'ideale o un luogo.